Categorie
Branding Packaging

Nutrimento secolare

26 agosto 2025  |  Graziano Giacani

26 agosto 2025  | Graziano Giacani

 nutrImento secolare 

Altro che condimento. L’olio extravergine d’oliva è Nutrimento.

Nutrimento secolare, tramandato di generazione in generazione, in un continuo equilibrio tra uomo e natura.

La strategia verbale che abbiamo costruito insieme al Frantoio Muraglia per i packaging del loro olio extra vergine d’oliva, nasce proprio da questa consapevolezza: raccontare l’olio non solo come prodotto, ma come cultura, identità e cura. Ogni parola, ogni messaggio, ogni etichetta parla della terra, del tempo e del lavoro che trasformano un frutto in un nutrimento prezioso.

Quando c’è radice, passione e rispetto, non si comunica un brand, ma si racconta un patrimonio da salvaguardare, da trasmettere e da gustare.

Categorie
Packaging

Una bottiglia: cinque sensi

11 aprile 2013  |  Graziano Giacani

una bottiglia: cinque sensi

Non so ancora per quanto resisterò, ma l’atmosfera del Vinitaly mi sta spingendo verso l’enoteca più vicina. Appena entrerò farò un rapido ragionamento per capire se andare verso lo scaffale dei vini bianchi o rossi, dopodiché fisserò per alcuni secondi (forse minuti) le bottiglie fino a quando da un’area del mio cervello partirà il comando per il braccio destro: ” prendi quella”, con una piccola spiegazione per convincere l’altra parte del cervello ancora indecisa. Il braccio si allungherà, afferrerò la bottiglia, la avvicinerò e la inizierò a roteare (come fosse una danza) ricercando parole o informazioni familiari. Solo a questo punto, la parte del cervello indecisa si convincerà e spingerà la parte più titubante di me ad acquistarla. Arrivato a casa la stapperò appena prima di mettermi a tavola, annuserò il tappo (tanto per fare scena) e la verserò nel bicchiere, farò anche caso al fantastico rumore del vino che esce dalla bottiglia fino a quando, finalmente, ne gusterò il contenuto. Se sarà all’altezza delle aspettative create sicuramente la consiglierò, lo ricomprerò e se capiterò dalle parti della cantina, passerò a conoscere il produttore. In questo racconto sono racchiuse tutte le fasi che determinano il desiderio, l’acquisto del prodotto e la condivisione dell’esperienza.

Nel caso del vino, la bottiglia è la vera protagonista di tutte le fasi, essa coinvolge tutti i sensi, dalla vista, al tatto (determinanti per la scelta), al olfatto, l’udito, fino al gusto. Nell’infografica che segue ho interpretato come i vari elementi che formano la bottiglia di vino hanno la capacità di coinvolgere i nostri sensi. Una “vivisezione” che aiuta a capire quanto è importante l’armonia di tutti gli elementi di un prodotto.

Articolo di repertorio pubblicato dal precedente blog granodesign.it

Categorie
Packaging

Progettare il packaging perfetto

3 aprile 2013  |  Graziano Giacani

Progettare il packaging perfetto

Com’è fatto il miglior pack del mondo?

Secondo Bruno Munari le caratteristiche che deve avere una confezione per poter proteggere, distinguere, esaltare e raccontare il prodotto contenuto sono diverse. Per descrivere tali caratteristiche al genio di Munari è stato sufficiente descrivere in un libricino (Good design – Scheiwiller / 1963) 2 packaging perfetti.

Cosa? Un’arancia ed un pisello. Interessante, provocatoria e ironica. La descrizione dei due “naturalissimi” pack da parte di Munari è curata nei minimi dettagli. Il lavoro del “designer” è estremamente tecnico e la descrizione delle caratteristiche delle due “confezioni” sottolinea le peculiarità della forma e dei colori che rendono subito riconoscibili e visibili i due particolari “prodotti”. Affascinanti le descrizioni sul ruolo protettivo del materiale d’imballo (la buccia) e sulla facilità di utilizzo del prodotto grazie ai vari “monodose” interni (gli spicchi o baccelli) che consentono di gustare al massimo il contenuto. E fra i pack “tradizionali”?

A mio parere uno degli esempi che più si avvicina alla perfezione descritta da Munari è la bottiglia di vino, capace di dare una forma e di rappresentare tutti i valori del prodotto contenuto, sempre svolgendo il proprio compito: trasporto e non alterazione

La bottiglia è la migliore soluzione per esaltare il lavoro in vigna e in cantina, per raccontare il territorio e le sue tradizioni, per farsi notare fra i prodotti competitor e per conquistare i possibili consumatori. La cosa importante per la progettazione di una bottiglia di vino è avere sempre la visione dell’insieme e non concentrarsi sui singoli elementi. L’etichetta va pensata posizionata sulla bottiglia piena con la capsula inserita, va valutata osservandola da lontano, da vicino e prendendola in mano. Il colore dei riflessi del vino e del vetro, il posizionamento e la forma dell’etichetta, il nome prodotto e i caratteri tipografici utilizzati, la forma, il colore e la pesantezza della bottiglia possono fare la differenza. Capita che un’etichetta elegantissima e raffinatissima non trasmetta i giusti valori perché applicata su una bottiglia troppo leggera, dando dunque un’impressione generale di un vino a basso costo.

Tutti questi accorgimenti sono fondamentali poiché di fatto la bottiglia svolge tantissimi ruoli di comunicazione in luoghi e in situazioni molto differenti. Basta pensarla sugli scaffali dove deve essere scelta tra le altre o in tavola in una cena tra amici dove deve raccontare la sua personalità, la sua identità ma con discrezione. Forse è lo strumento di comunicazione più importante delle cantine vinicole, che ammalia, racconta, e spinge il cliente a conoscere qualcosa di più dell’azienda. Il vino ha una tradizione millenaria con una serie di codici visivi e semantici da considerare e da valutare. Quando si approccia ad un pack, in conclusione, non bisogna mai dimenticare i valori del prodotto, la sua storia e i suoi codici visivi, con un pensiero all’arancia di Munari.

Articolo di repertorio pubblicato dal precedente blog granodesign.it