05 maggio 2026  |  Graziano Giacani

05 maggio 2026  | Graziano Giacani

Il borgo degli Orizzonti

Nelle Marche c’è un borgo a pochi passi dalla costa che si eleva su una ripa, oltre i 500 metri, e che apre lo sguardo in ogni direzione: dalle montagne alle colline marchigiane, fino al mare. Un territorio che non si limita a mostrarsi, ma che chiede di essere vissuto. Un micro-habitat culturale che abbiamo definito “il borgo degli orizzonti”. Questo è Ripatransone.

Quando abbiamo iniziato a lavorare su questo progetto, abbiamo capito subito che non stavamo raccontando un semplice borgo, ma un sistema vivo fatto di relazioni, storie, dettagli e prospettive stratificate nel tempo. È da qui che nasce il concept: non solo orizzonti geografici, ma culturali, emotivi, esperienziali.

La sfida era chiara: non aggiungere un’altra guida turistica al mondo. Contribuire, invece, a cambiare il modo in cui un luogo viene vissuto. Per questo abbiamo immaginato un’esperienza passo dopo passo, costruita attorno a una web app che accompagna senza sovrastare, una presenza discreta, capace di entrare in sintonia con il ritmo del borgo e con quello delle persone.

Il lavoro ha coperto il posizionamento strategico, l’identità visiva e lo sviluppo del marchio, inclusa una mascotte capace di rappresentare il territorio e di guidarne la scoperta con la stessa misura e leggerezza che il luogo richiede.

Sviluppo del marchio attraverso la creazione di una mascotte capace di rappresentare il territorio e di accompagnare, passo dopo  passo, la sua scoperta.

Ma prima di tutto, questo è un progetto di rigenerazione culturale e sociale: un modo per restituire valore ai piccoli borghi senza trasformarli in prodotti, ma aiutandoli a esprimere ciò che sono.

Un lavoro nato insieme ad Abilita – Il belvedere del futuro e alla Città di Ripatransone.

Un grazie sincero a Francesco Ciarrochi, a Stefano Fraticelli, al Sindaco Alessandro Lucciarini De Vincenzi, a Daniele Paci, a Paolo Olivetti e a tutto il team di Tech4Care.

Perché alla fine è questo il punto: ci sono luoghi che non chiedono di essere attraversatiChiedono tempo, attenzione, presenza. Chiedono di essere vissuti.